
Psicoterapia Cognitiva Comportamentale
La Psicoterapia Cognitiva Comportamentale (CBT) è nata con Ellis e Beck negli anni 60 ed è uno specifico orientamento psicoterapeutico. Viene considerata una modalità di trattamento valida ed efficace scientificamente perché supportata da una considerevole e consolidata mole di ricerche empiriche. Si basa sull'idea che pensieri, emozioni e comportamenti siano collegati. Attraverso il lavoro terapeutico si individuano i pensieri legati a determinate reazioni emotive e comportamentali per comprenderne l'origine e riuscire a modificare i pensieri disfunzionali e di conseguenza le emozioni e i comportamenti poco utili.
Le terapie di terza ondata sono tutte quelle nuove forme di psicoterapia che si evolvono a partire dalla CBT "standard", ponendo maggiore attenzione sul rapporto con i pensieri e le emozioni. Aiutano a sviluppare una maggiore flessibilità psicologica, favorendo un modo diverso di stare con ciò che si prova. Tra le quali sono presenti l' ACT e la CFT.
L'Acceptance and Commitment Therapy (ACT) è un approccio che usa pratiche esperienziali di accettazione e mindfulness, per aiutare a ridurre la lotta contro le emozioni molto attivanti, lavorando su consapevolezza, accettazione e valori personali. L'obiettivo è imparare a non farsi bloccare dalla sofferenza, costruendo una vita più coerente con ciò che per la persona è davvero importante.
La Compassion Focused Therapy (CFT) si basa sulla compassione, cioè il riuscire a comprendere la sofferenza e avere la spinta di aiutare a prevenirla o alleviarla. La compassione possiamo ricerverla oppure darla agli altri o a noi stessi. Risulta sempre più complesso rivolgere a noi stessi, piuttosto che agli altri, uno sguardo compassionevole. In psicoterapia può essere molto utile sviluppare quest'abilità riducendo l'autocritica distruttiva e la vergogna per poter comprendere la nostra sofferenza in maniera non giudicante e aiutarci a gestirla.
